F1 Baku: tra i litiganti Vettel e Hamilton vince Ricciardo

È stato un Gran Premio dell’Azerbaijan di Formula 1 ricco di emozioni, polemiche, cambi di scena, e anche di safety car. Alla fine vine a sorpresa Daniel Ricciardo...

Scritto da Gianfranco Portabene, Aggiornamento domenica 25/06/2017, in Motori

F1 Baku: tra i litiganti Vettel e Hamilton vince Ricciardo

È stato un Gran Premio dell’Azerbaijan di Formula 1 ricco di emozioni, polemiche, cambi di scena, e anche di safety car. Alla fine vine a sorpresa Daniel Ricciardo su Red Bull il quale bisogna dare il merito di stare sempre al posto giusto nel mondo corretto.

Secondo sul traguardo Bottas che all’ultimo istante è riuscito a togliere dal secondo gradiino del podio la sorprendente Williams di Lance Stroll. Bottas, dopo un incidente al via, era scivolato in ultima posizione: ottima quindi la sua prestazione.

Fuori dal podio i due contendenti per il titolo con Sebastian Vettel, quarto, nonostante uno “stop-and-go” (10 secondi di penalità) per aver dato una ruotata ad Hamilton dopo la seconda ripartenza dietro la safety car.

Discutibile il “fallo di reazione” del tedesco dopo aver tamponato Hamilton all’uscita di una curva quando la safety car stava per abbandonare il circuito. Sulla rete sociale è scoppiata la polemica: meritava Vettel la bandiera nera e quindi la squalifica dalla corsa per questo comportamento anti-sportivo?

Quinto e’ il tre volte iridato della Mercedes che al comando dal via, e’ stato costretto a fermarsi al box per sostituire il collare “hans” che si era staccato. Sesto posto per la Force India di Esteban Ocon, davanti alla Haas di Kevin Magnussen, alla Toro Rosso di Carlos Sainz, alla Mclaren-Honda di Fernando Alonso e alla Sauber di Pascal Wehrlein. Nella classifica del mondiale Vettel allunga portandosi a +14 da Hamilton.

Il commento di Vettel dopo la polemica: “perchè non hanno penalizzato Hamilton”

“Non so perché sia stato penalizzato io e Hamilton no”. Sebastian Vettel commenta così la decisione dei commissari di infliggergli 10″ per l’episodio che lo ha visto coinvolto con Lewis Hamilton al 19° giro del Gp di Baku in regime di safety car. Il tedesco segue l’inglese dietro alla vettura di sicurezza e lo tampona perché l’inglese rallenta eccessivamente, subito dopo Vettel lo affianca dandogli una ruotata. I commissari dopo diversi minuti decidono di infliggere 10″ di penalità al ferrarista. “Lewis ha frenato un paio di volte, il problema è che se fa così danneggia chi sta dietro, peccato perché il risultato poteva essere migliore”.

Arrivabene (Ferrari): “Se siamo al Colosseo basta dirlo…”

“Non e’ nel nostro stile recriminare. Ma partendo dagli episodi di Bottas con Kimi ed arrivando fino all’episodio di Vettel con Hamilton viene da chiedersi se siamo in F1 o al Colosseo. Se siamo al Colosseo basta dirlo e tutti ci allineiamo”. Lo ha dichiarato ai microfoni di Sky Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari, commentando quanto accaduto in gara tra Hamilton e Vettel che ha portato alla penalizzazione del ferrarista e nessun provvedimento per il britannico.

Disparita’ di trattamento? Criticare troppo puo’ sembrare inelegante o una scusa, diciamo che nel dubbio non si da’ ragione alla Ferrari. L’importante e’ guardare avanti e fare le cose fatte bene. Ieri abbiamo fatto un cambio di motore rapidissimo, ed oggi tutta la squadra ha dato una bella dimostrazione quando si e’ gettata sull’auto di Kimi preparandola in men che non si dica e mandandola fuori approfittando della bandiera rossa”. E poi aggiunge: “Questa e’ la Ferrari, non molla mai e non molleremo mai. Basta che si parli di sport”.

A Niki Lauda che ha dato ragione ad Hamilton affermando che chi sta davanti decide il ritmo e chi tampona ha torto, ha risposto:”Lauda puo’ dire quello che vuole, a volte parla per se’, a volte per noi. Noi stiamo zitti e lavoriamo e lo lasciamo parlare. Lui ha i suoi punti di vista, noi i nostri. Lui continuera’ a parlare, noi ad ascoltarlo. Ci sono ancora 12 gare. Oggi ci siamo battuti e purtroppo i fatti non ci hanno dato ragione, in Austria ci riproveremo piu’ determinati di prima. Anche perche’ noi parliamo poco ma lavoriamo molto”.