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Conte-Juve, ora ci siamo davvero: ha confessato tutto

Antonio ConteConte-Juve, ora ci siamo davvero: ha confessato tutto - Calcioin.it (screen Youtube)

Quello tra Conte e la Juve è un rapporto che forse non si dissiperà mai e a parlare è la sua carriera. Ora però la confessione ha scacciato ogni dubbio.

Il calendario non fa sconti e il Napoli di Antonio Conte lo sa bene. La squadra azzurra si prepara alla trasferta più insidiosa del momento, quella contro una Roma che vola sulle ali dell’entusiasmo, forte della vetta solitaria in campionato e dell’identità feroce costruita in pochi mesi da Gian Piero Gasperini. Per il Napoli, che arriva da due successi significativi ma da un’infermeria che non smette di riempirsi, il prossimo turno ha già il sapore di un crocevia stagionale: vincere significherebbe rimanere aggrappati alla lotta al vertice e scavalcare i giallorossi, perdere aprirebbe scenari meno rassicuranti a dicembre.

La vigilia, inevitabilmente, è avvelenata dai tanti infortuni che hanno falcidiato la rosa. Gli stop di De Bruyne, Anguissa, Gilmour e ora anche di Gutierrez tolgono a Conte una fetta importante di qualità, geometrie e profondità. La sfida con la Roma arriva dunque nella fase meno indicata per gestire assenze pesanti, soprattutto in un reparto – il centrocampo – che rappresenta la chiave del gioco del tecnico salentino: coperture preventive, immediatezza nel recupero palla e verticalità rapida. Senza uomini al top, il piano gara si complica, e l’avversario, in questo caso, è tutto fuorché tenero.

Ma c’è di più. Il match di domenica non è solo una tappa fondamentale nella corsa scudetto: è anche l’apertura simbolica di un ciclo di fuoco che passerà dal Cagliari e culminerà nel confronto più atteso, quello del 7 dicembre contro la Juventus. Una gara che, per Conte, non potrà mai essere una partita qualunque. A Torino il tecnico leccese ha costruito parte della sua leggenda: tre scudetti consecutivi, un ciclo irripetibile, una mentalità che ha plasmato il decennio bianconero. In quell’incrocio che porta dritto a Torino c’è tutta la storia di un allenatore che oggi ha scelto Napoli e che Napoli, a sua volta, ha scelto come guida per tornare sul tetto d’Italia. E mentre la città vive nell’attesa di ospitare il suo ex condottiero Spalletti, l’avvicinamento non è privo di sottotracce emotive.  L’arrivo della Juventus al Maradona, insomma, non sarà una partita qualsiasi, e il percorso verso quella data passa proprio dalla notte romana.

Napoli-Juventus, parla Giletti: “Conte ama Napoli”

A scaldare ulteriormente l’avvicinamento ci ha pensato Massimo Giletti, da sempre dichiaratamente juventino, che ai microfoni di Radio Goal ha offerto un doppio spaccato: da un lato sulla tifoseria napoletana, dall’altro su Antonio Conte. Le frasi del conduttore non lasciano spazio a dubbi, soprattutto sul legame tra l’allenatore e la città. Ho parlato tanto con lui, mi ha confessato che ama Napoli. Lui non dice mai le cose per caso, vuole sempre dare dei segnali alla squadra e all’ambiente – ha spiegato Giletti, delineando un profilo quasi romantico di un Conte totalmente immerso nel presente partenopeo e tutt’altro che tentato da nostalgie juventine. Non va dimenticato che in estate, prima del prolungamento del rapporto tra la Juventus e Igor Tudor, più tardi sollevato dall’incarico, le voci sul possibile ritorno di Conte a Torino erano tornate fragorosamente d’attualità.

Antonio Conte

Napoli-Juventus, parla Giletti: “Conte ama Napoli” – Calcioin.it (screen Youtube)

Un tormentone che aveva accompagnato il mercato estivo fino alla scelta bianconera di ripartire con un progetto diverso, naufragato poi all’interno di un autunno complicato e sfociato nell’arrivo di Luciano Spalletti. Una mossa che ha ridefinito gli equilibri della Serie A e che ha acceso ulteriormente la sfida del 7 dicembre, trasformandola in un confronto tra due filosofie agli antipodi: il calcio posizionale, raffinato e rigoroso di Spalletti contro la verticalità feroce, quasi militare, del Conte più autentico. Giletti, d’altra parte, non si è sottratto al paragone: “Chi scelgo tra i due? Ho un rapporto con Antonio talmente stretto che non posso non optare per il leccese”. Frasi che restituiscono misura di un’affinità costruita negli anni, ma che al tempo stesso fotografano una realtà evidente: a Napoli Conte si è calato con dedizione assoluta, tanto da concepire come personale ogni mancanza di intensità della squadra, come dimostrato nelle sue note reazioni post-Bologna.

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